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Come fare una buona gestione dei dati (RDM o Research Data Management) in un progetto di ricerca

14-nov-2022

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Il Research Data Management (RDM) comprende le attività necessarie per pianificare, organizzare, documentare, proteggere, conservare e, quando possibile, condividere i dati prodotti o raccolti durante una ricerca.

Una corretta gestione dei dati migliora la qualità e la trasparenza della ricerca, favorisce la collaborazione, riduce il rischio di perdita delle informazioni e rende i risultati verificabili e riutilizzabili.

Le principali azioni da compiere per una buona gestione dei dati:

  1. Pianificare
    Definire fin dall’inizio quali dati saranno prodotti, come saranno gestiti, chi ne sarà responsabile e quali risorse saranno necessarie. Queste informazioni possono essere formalizzate in un Data Management Plan (DMP), da aggiornare durante il progetto.

  2. Organizzare e documentare
    Adottare regole condivise per denominare file e cartelle, gestire le versioni e distinguere i dati originali da quelli elaborati. Predisporre metadati, file README, legende e dizionari dei dati.

  3. Proteggere e conservare
    Utilizzare sistemi di archiviazione affidabili, backup periodici, controllo degli accessi e procedure di recupero. Particolare attenzione deve essere riservata ai dati personali, riservati o sensibili.

  4. Usare formati sostenibili
    Preferire, quando possibile, formati aperti, non proprietari e ampiamente diffusi. Se si utilizzano software o formati specialistici, documentarne nome e versione.

  5. Verificare gli aspetti giuridici ed etici
    Considerare la protezione dei dati personali, il consenso informato, la proprietà intellettuale, i diritti sulle banche dati, gli accordi con i partner e gli eventuali obblighi del finanziatore.

  6. Applicare i principi FAIR
    Rendere i dati Findable, Accessible, Interoperable e Reusable, cioè reperibili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili. I dati FAIR non sono necessariamente dati aperti: l’accesso può essere limitato per motivate ragioni giuridiche, etiche, contrattuali o di sicurezza.

  7. Selezionare e depositare i dati
    Individuare i dati da conservare e depositarli in un repository disciplinare, istituzionale o generalista affidabile, corredandoli di metadati, identificativo persistente, documentazione e licenza.

Il principio di riferimento è “as open as possible, as closed as necessary”: i dati devono essere resi quanto più aperti possibile, ma possono essere sottoposti a restrizioni quando necessario.

Quadro normativo

La Direttiva (UE) 2019/1024 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all’apertura dei dati e al riutilizzo dell’informazione del settore pubblico, comprende anche i dati della ricerca finanziati con fondi pubblici. La Direttiva invita gli Stati membri a promuoverne la disponibilità secondo il principio dell’apertura per impostazione predefinita ("as open as possible, as closed as necessary") e in coerenza con i principi FAIR. La disciplina del riutilizzo si applica ai dati già resi pubblicamente disponibili tramite repository istituzionali o tematici, nel rispetto della proprietà intellettuale, della protezione dei dati personali e degli altri interessi legittimi. 

In Italia la Direttiva è stata recepita con il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 200, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 30 novembre 2021 ed entrato in vigore il 15 dicembre 2021. Il decreto ha modificato il decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, che disciplina l’apertura dei dati e il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico. 

Per i singoli progetti devono essere considerati anche il regolamento del programma di finanziamento, il contratto di sovvenzione, il Regolamento (UE) 2016/679, GDPR, la normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali e le disposizioni sulla proprietà intellettuale.

Risorse per approfondire