La scelta di un repository per la pubblicazione dei dati della ricerca
La gestione deve rispettare i principi FAIR, secondo i quali i dati devono essere reperibili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili. A questo scopo assumono particolare importanza:
- metadati ricchi, accurati e conformi agli standard disciplinari (ndr. i repository affidabili possono anche supportare i ricercatori nella scelta dei formati, nella produzione dei metadati, nella gestione dei dati sensibili, nell’anonimizzazione e nell’individuazione delle licenze più appropriate; è quindi opportuno tenerne conto fin dalle prime fasi del progetto e descrivere le scelte adottate nel Data Management Plan);
- formati aperti o adeguatamente documentati;
- identificativi persistenti, come DOI e URN:NBN: alcuni repository, come ad esempio Zenodo, rilasciano gratuitamente un DOI;
- documentazione sufficiente a comprendere e riutilizzare i dati;
- licenze chiare, preferibilmente CC0 o CC BY per i dati aperti (ndr. OpenAIRE raccomanda l’adozione della licenza Creative Commons CC0 o CC-BY, a meno che non ci siano limitazioni particolari, ad esempio in caso di dati sensibili o di dati coperti da segreto militare. L’EUDAT License Selector è un wizard che può aiutare nella scelta della licenza. Sia l'attribuzione di un identificativo unico persistente che di una licenza d’uso sono servizi offerti dai data repository certificati);
- indicazione esplicita delle condizioni e delle eventuali limitazioni di accesso.
Per scegliere il repository, la guida suggerisce di privilegiare, nell’ordine, un repository disciplinare, un repository istituzionale idoneo oppure un repository multidisciplinare come Zenodo (ndr. che non ha la certificazione Core Trust Seal ma è considerato “trusted” da OpenAIRE). In alternativa, è possibile utilizzare registri come re3data e FAIRsharing, verificando la presenza di certificazioni, politiche di conservazione, standard per i metadati, identificativi persistenti e condizioni di accesso trasparenti. Altri esempi di repositories possono essere ritrovati in OpenDOAR, la Directory of Open Access Repositories. Un ruolo centrale è attribuito ai Trustworthy Digital Repositories, ossia repository che garantiscono integrità, autenticità, accessibilità e conservazione a lungo termine dei dati. Il quadro europeo richiama tre principali livelli di certificazione: CoreTrustSeal, Nestor Seal e ISO 16363.
Esistono diversi tipi di certificazioni standard a livello internazionale dedicate agli archivi digitali. In ambito europeo, le certificazioni disponibili sono:
- CoreTrustSeal (CTS): basata sul Data Seal of Approval (DSA) e sul World Data System (WDS) van ICSU. La lista degli archivi in possesso di tale certificazione può essere consultata all’URL https://www.coretrustseal.org/why-certification/certified-repositories/.
- Nestor Seal: principalmente per la Germania, in conformità con lo standard DIN 31644
- La certificazione ISO 16363 (ad oggi non ancora utilizzata in Europa e in Italia).
I repository certificati impongono regole più stringenti a chi deposita, proprio perché i requisiti per la certificazione prevedono l’adesione ai principi FAIR di gestione dei dati, secondo il principio dettato dalla Commissione Europea “FAIR data in trustworthy repositories”.
dalla pagina What are these repository certifications based on?
Ecco i principali requisiti a cui un repository certificato CoreTrustSeal deve conformarsi. I passaggi in corsivo evidenziano il chiaro collegamento con i principi FAIR dei dati. Questi requisiti sono strettamente allineati ai principi FAIR e supportano l'obiettivo della Commissione Europea di garantire “dati FAIR in repository affidabili”. Ricorda: la Commissione Europea promuove dati FAIR conservati in repository affidabili. Ricercatori e repository affidabili sono partner nella gestione di dati aperti e FAIR.
Requisito 1 (R1)
Il repository mantiene tutte le licenze applicabili che disciplinano l'accesso e l'utilizzo dei dati e ne monitora il rispetto. Ciò garantisce chiarezza sulle condizioni di riutilizzo e supporta il principio di Riutilizzabilità (Reusability, R) dei FAIR.
Requisito 2 (R2)
Il repository dispone di un piano di continuità che assicura l'accesso e la conservazione a lungo termine delle proprie risorse. Ciò garantisce l'accessibilità e la sostenibilità dei dati della ricerca nel lungo periodo.
Requisito 3 (R3)
Il repository assicura, per quanto possibile, che i dati siano creati, curati, consultati e utilizzati nel rispetto delle norme disciplinari ed etiche. Ciò include il rispetto di quadri normativi e regolamentari, come il GDPR, e degli standard della comunità scientifica di riferimento.
Requisito 4 (R4)
Il repository garantisce l'integrità e l'autenticità dei dati. Questo assicura che i dati rimangano affidabili e attendibili nel tempo.
Requisito 5 (R5)
Il repository accetta dati e metadati sulla base di criteri definiti, al fine di garantirne la pertinenza e la comprensibilità per gli utilizzatori. Ciò include requisiti relativi a metadati ricchi e strutturati e a un'adeguata documentazione.
Requisito 6 (R6)
Il repository si assume la responsabilità della conservazione a lungo termine e gestisce questa funzione in modo pianificato e documentato. Questo riflette il ruolo fondamentale dei repository nel garantire l'usabilità dei dati nel lungo periodo.
Requisito 7 (R7)
Il repository possiede competenze adeguate per affrontare gli aspetti tecnici relativi alla qualità dei dati e dei metadati e assicura che gli utenti finali dispongano di informazioni sufficienti per effettuare valutazioni sulla qualità dei dati. Questo evidenzia il ruolo dei repository nel supportare la qualità dei dati, gli standard per i metadati e l'assistenza agli utenti.
Requisito 8 (R8)
Il repository consente agli utenti di individuare i dati e di farvi riferimento in modo persistente attraverso una corretta citazione. Questo obiettivo viene solitamente raggiunto mediante l'uso di Identificatori Persistenti (PID), a supporto del principio di Reperibilità (Findability, F).
Requisito 9 (R9)
Il repository consente il riutilizzo dei dati nel tempo, garantendo la disponibilità di metadati adeguati a supportarne la comprensione e l'utilizzo. Ciò sostiene direttamente il principio di Riutilizzabilità (Reusability, R) attraverso licenze, documentazione e metadati appropriati.
Lo sapevi?
CoreTrustSeal comprende 16 requisiti fondamentali per i repository affidabili. Tali requisiti riguardano aspetti quali l'integrità dei dati, l'accesso, la conservazione, la governance e il riutilizzo, garantendo la coerenza con i principi FAIR. CoreTrustSeal Requirements
Lo sapevi?
I requisiti di certificazione sono strettamente allineati ai principi FAIR. Essi garantiscono che i dati siano:
- Reperibili (Findable) attraverso PID e metadati;
- Accessibili (Accessible) mediante politiche chiare;
- Interoperabili (Interoperable) grazie all'adozione di standard;
- Riutilizzabili (Reusable) attraverso licenze e documentazione adeguate.
The FAIR Guiding Principles for scientific data management and stewardship, https://doi.org/10.1038/sdata.2016.18
Lo sapevi?
I Repository Digitali Affidabili (Trustworthy Digital Repositories) sono essenziali per l'EOSC (European Open Science Cloud). Essi forniscono l'infrastruttura necessaria affinché i dati della ricerca rimangano accessibili, utilizzabili e di valore nel tempo, supportando la riproducibilità e il riutilizzo della ricerca. EOSC Long-Term Data Preservation Task Force Report, https://doi.org/10.5281/zenodo.7034315
Riferimenti
- CoreTrustSeal Requirements [https://ww...uirements/]
- The FAIR Guiding Principles for scientific data management and stewardship [https://do...ta.2016.18]
- EOSC Long-Term Data Preservation Task Force Report
