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P061 - GINECOLOGIA E OSTETRICIA

Riparte la Scuola di specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell'Università di Palermo: dal Ministero il via libera all'accreditamento

23-ott-2026

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Formare medici qualificati in Sicilia e offrire alle donne cure sempre più avanzate, senza costringerle a cercare risposte altrove. È anche da questa esigenza che riparte la Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi di Palermo, riaccreditata dal Ministero dell’Università e della Ricerca con il Decreto Direttoriale n. 162 del 14 settembre 2026, dopo lo stop dell’anno scorso.

Saranno cinque i medici ammessi al nuovo percorso di formazione specialistica, che integra attività universitaria, assistenza ospedaliera e ricerca scientifica. La sede principale sarà l’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello, diretta dal professor Antonio Simone Laganà, che guiderà anche la Scuola.

Il riaccreditamento arriva al termine di un lavoro di riorganizzazione della rete formativa, verifica dei requisiti strutturali e assistenziali e rafforzamento della componente universitaria. Un risultato importante per l’Ateneo e per la sanità della Sicilia occidentale, che recupera un presidio strategico per la formazione dei futuri specialisti.

«Il riaccreditamento della Scuola - dichiara il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri - rappresenta un investimento sul futuro dell’Università e della sanità siciliana. Rafforzare la formazione specialistica significa creare opportunità per i giovani medici, valorizzare le competenze presenti sul territorio e migliorare la qualità dell’assistenza. Vogliamo che Palermo sia sempre più un luogo in cui i professionisti possano formarsi e crescere, offrendo alle pazienti risposte qualificate e contribuendo a ridurre la necessità di rivolgersi a strutture fuori dalla Sicilia».

La Scuola potrà contare su una rete formativa che coinvolge strutture pubbliche e private della Sicilia occidentale: il Policlinico universitario Paolo Giaccone, l’ARNAS Civico-Di Cristina-Benfratelli, gli ospedali Sant’Antonio Abate di Trapani, Salvatore Cimino di Termini Imerese e G. F. Ingrassia di Palermo, l’ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli, le case di cura Candela e Villa Serena e il centro ANDROS.

Il programma formativo comprenderà chirurgia ginecologica mini-invasiva, laparoscopia e isteroscopia avanzate, medicina della riproduzione, ginecologia oncologica, uroginecologia, diagnosi prenatale e medicina materno-fetale. Prevista anche una formazione specifica nella gestione delle gravidanze ad alto rischio e delle emergenze ostetriche, con attenzione all’esperienza pratica e alla progressiva acquisizione di autonomia clinica e chirurgica.

La nuova fase punta, inoltre, a rafforzare la ricerca e le collaborazioni con centri nazionali e internazionali, favorendo la partecipazione degli specializzandi a progetti scientifici e percorsi di formazione avanzata.

«È un risultato che considero soprattutto una responsabilità verso i giovani medici e le donne del nostro territorio. Abbiamo lavorato per ripristinare tutti i requisiti richiesti, grazie alla collaborazione tra Università, Direzioni Sanitarie e strutture coinvolte. Ora l’obiettivo è offrire agli specializzandi una formazione solida e qualificata, capace di tradursi in cure sempre più efficaci e accessibili», sottolinea il professor Antonio Simone Laganà.

La riattivazione della Scuola punta così a un duplice obiettivo: contrastare la migrazione sanitaria delle pazienti e offrire ai giovani medici concrete prospettive professionali in Sicilia. Investire nella formazione significa trattenere competenze, attrarre talenti e consolidare una rete assistenziale capace di coniugare innovazione, ricerca e qualità delle cure.