La diffusione di specie arboree invasive rappresenta un crescente problema di gestione forestale, che interessa anche le aree protette. Oltre a ragioni di carattere generale che si prevede favoriranno le specie invasive nel prossimo futuro, quali ad esempio gli effetti del cambiamento climatico e la distruzione e/o forte alterazione degli habitat seminaturali e naturali, vi sono delle ragioni specifiche per quanto riguarda le specie legnose e arboree in particolare. In alcuni casi, infatti, queste specie sono state attivamente diffuse dall’uomo in rimboschimenti realizzati per varie finalità, soprattutto protettiva e produttiva. Questo intervento diretto ha facilitato i processi di naturalizzazione di alcune specie impiegate e ha notevolmente incrementato le superfici potenziali da occupare e la possibilità di raggiungere habitat seminaturali e naturali limitrofi. Tuttavia, non va dimenticato che forse ancora più determinate è stato il loro utilizzo nelle alberature stradali o in ambiente urbano dal quale queste specie si sono diffuse in aree seminaturali. Per valutare le dinamiche e gli impatti sono state realizzate delle attività di rilevamento e controllo di specie arboree invasive in cinque aree protette della Sicilia, es in due aree di Malta, sei individuate nell’ambito del progetto MEDMAQUIS, un INTERREG Italia-Malta indirizzato a preservare la ricchezza e la stabilità della macchia mediterranea, e una nell’ambito di un progetto relativo alla gestione e al controllo delle piante aliene a Pantelleria, in collaborazione con l’Ente parco nazionale. In particolare, in Sicilia le attività sono state realizzate presso il Bosco di Santo Pietro (ZSC ITA070005) (Caltagirone, CT), la RNO “Vallone di Piano della Corte” (Agira, EN) e le RNI “Complesso Immacolatelle e Micio Conti” (San Gregorio, CT) e “Grotta Palombara” (Melilli, SR), a Malta presso Xrobb l-Għaġin e Pembroke. Le specie arboree oggetto delle azioni sono due specie invasive di rilevanza unionale ai sensi del Regolamento UE 1143/2014, ovvero Acacia saligna e Ailanthus altissima, ed Eucalyptus camaldulensis, che risulta in espansione in diverse aree a clima mediterraneo e anche in Sicilia. A Pantelleria sono presenti sia l’acacia che l’ailanto. Nelle aree oggetto di studio, tali specie alloctone invasive si insediano all’interno di aspetti di macchia mediterranea acidofila, minacciano querceti termofili a roverella (Quercus pubescens s.l.) o interferiscono sensibilmente con le dinamiche successionali post-abbandono colturale. Pertanto, la diffusione di queste specie rappresenta un rilevante elemento di disturbo delle dinamiche naturali, riducendo fortemente la possibilità di evoluzione verso ecosistemi forestali più complessi e stabili. La prima fase delle attività si è basata sulla mappatura delle specie invasive per mezzo di ortofoto ottenute tramite volo di drone. La seconda fase si è basata sui rilievi tradizionali in campo, per valutare l’estensione delle aree invase e caratterizzarne i popolamenti forestali. Inoltre nelle aree siciliane sono stati effettuati i rilievi floristici. L’indagine realizzata in diversi contesti ecologici e gestionali e su diver - se specie arboree alloctone ha consentito di valutare criticamente situazioni con diverso livello di priorità di intervento, in funzione degli impatti presunti sulle comunità locali e della capacità di invadere attivamente nuove aree da parte delle specie invasive, ipotizzando anche il non intervento dove si preveda una elevata possibilità di recupero autonomo della vegetazione autoctona.
Badalamenti, E., Da Silveira Bueno, R., Gioia, D., Petrillo, M., Rizzo, S., Minissale, P., et al. (2026). Il controllo di specie invasive arboree in aree protette della Sicilia: problematiche tecniche e gestionali. In D. Spano, F. Salbitano, M.T. Tiloca, M. Cillara, V. Lozano, T. Chahine, et al. (a cura di), XV Congresso della Società di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (SISEF). Sistemi forestali mediterranei come infrastrutture strategiche : scienze gestione e comunità per territori resilienti, 22-25 settembre 2026, Università degli studi di Sassari. Abstract Book Posters (pp. 7-7). SISEF.
Il controllo di specie invasive arboree in aree protette della Sicilia: problematiche tecniche e gestionali
Emilio Badalamenti
Primo
;Rafael Da Silveira Bueno;Dario Gioia;Maria Petrillo;Salvatore Rizzo;Francesco Alongi;Tommaso La MantiaUltimo
2026-09-01
Abstract
La diffusione di specie arboree invasive rappresenta un crescente problema di gestione forestale, che interessa anche le aree protette. Oltre a ragioni di carattere generale che si prevede favoriranno le specie invasive nel prossimo futuro, quali ad esempio gli effetti del cambiamento climatico e la distruzione e/o forte alterazione degli habitat seminaturali e naturali, vi sono delle ragioni specifiche per quanto riguarda le specie legnose e arboree in particolare. In alcuni casi, infatti, queste specie sono state attivamente diffuse dall’uomo in rimboschimenti realizzati per varie finalità, soprattutto protettiva e produttiva. Questo intervento diretto ha facilitato i processi di naturalizzazione di alcune specie impiegate e ha notevolmente incrementato le superfici potenziali da occupare e la possibilità di raggiungere habitat seminaturali e naturali limitrofi. Tuttavia, non va dimenticato che forse ancora più determinate è stato il loro utilizzo nelle alberature stradali o in ambiente urbano dal quale queste specie si sono diffuse in aree seminaturali. Per valutare le dinamiche e gli impatti sono state realizzate delle attività di rilevamento e controllo di specie arboree invasive in cinque aree protette della Sicilia, es in due aree di Malta, sei individuate nell’ambito del progetto MEDMAQUIS, un INTERREG Italia-Malta indirizzato a preservare la ricchezza e la stabilità della macchia mediterranea, e una nell’ambito di un progetto relativo alla gestione e al controllo delle piante aliene a Pantelleria, in collaborazione con l’Ente parco nazionale. In particolare, in Sicilia le attività sono state realizzate presso il Bosco di Santo Pietro (ZSC ITA070005) (Caltagirone, CT), la RNO “Vallone di Piano della Corte” (Agira, EN) e le RNI “Complesso Immacolatelle e Micio Conti” (San Gregorio, CT) e “Grotta Palombara” (Melilli, SR), a Malta presso Xrobb l-Għaġin e Pembroke. Le specie arboree oggetto delle azioni sono due specie invasive di rilevanza unionale ai sensi del Regolamento UE 1143/2014, ovvero Acacia saligna e Ailanthus altissima, ed Eucalyptus camaldulensis, che risulta in espansione in diverse aree a clima mediterraneo e anche in Sicilia. A Pantelleria sono presenti sia l’acacia che l’ailanto. Nelle aree oggetto di studio, tali specie alloctone invasive si insediano all’interno di aspetti di macchia mediterranea acidofila, minacciano querceti termofili a roverella (Quercus pubescens s.l.) o interferiscono sensibilmente con le dinamiche successionali post-abbandono colturale. Pertanto, la diffusione di queste specie rappresenta un rilevante elemento di disturbo delle dinamiche naturali, riducendo fortemente la possibilità di evoluzione verso ecosistemi forestali più complessi e stabili. La prima fase delle attività si è basata sulla mappatura delle specie invasive per mezzo di ortofoto ottenute tramite volo di drone. La seconda fase si è basata sui rilievi tradizionali in campo, per valutare l’estensione delle aree invase e caratterizzarne i popolamenti forestali. Inoltre nelle aree siciliane sono stati effettuati i rilievi floristici. L’indagine realizzata in diversi contesti ecologici e gestionali e su diver - se specie arboree alloctone ha consentito di valutare criticamente situazioni con diverso livello di priorità di intervento, in funzione degli impatti presunti sulle comunità locali e della capacità di invadere attivamente nuove aree da parte delle specie invasive, ipotizzando anche il non intervento dove si preveda una elevata possibilità di recupero autonomo della vegetazione autoctona.| File | Dimensione | Formato | |
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