A fronte di un approccio semiotico relativo alle valenze significanti del silenzio, in Sicilia discorsi e pratiche rituali di tipo divinatorio si configurano, di consueto, sotto il segno di una molteplicità di linguaggi e, segnatamente, attraverso l’esperienza sacrale del silenzio. Nella prossimità relazionale tra vivi e defunti attestata presso talune ritualità di area cattolico-mediterranea, il sogno, la visione e l’offerta del viaggiu mutu a peculiari figure folkloriche, ribadiscono -entro piani comunicativi/narrativi altri - una continua operazione di negoziazione con il sacro, riconfermando il valore sociale, rituale, performativo e narrativo dei testi votivi. Nel quadro di una vasta fenomenologia cledonomantica ampiamente osservata in Sicilia, a livello cerimoniale il segno-presagio e il segno-responso ritualmente preceduti dall’offerta del pellegrinaggio silenzioso si alternano alla reiterazione di peculiari preghiere tributate alle entità sacre. Pertanto, da un punto di vista etno-semiotico, il silenzio si pone al centro di complesse strategie discorsive mediante le quali le comunità devozionali ricreano/ripercorrono i propri repertori simbolici in relazione al rapporto invariante vita/morte, aldiquà/aldilà, umano/non umano.
Urzi, C. (2026). Viaggi muti. Silenzi, responsi e discorsi rituali in Sicilia. In M. Giacomazzi, M. Grinello, A.M. Lorusso, F. Mazzucchelli (a cura di), Forme del silenzio (pp. 447-459). Milano : MIMESIS [10.7413/1234-1234112].
Viaggi muti. Silenzi, responsi e discorsi rituali in Sicilia
Claudia Urzi
2026-01-01
Abstract
A fronte di un approccio semiotico relativo alle valenze significanti del silenzio, in Sicilia discorsi e pratiche rituali di tipo divinatorio si configurano, di consueto, sotto il segno di una molteplicità di linguaggi e, segnatamente, attraverso l’esperienza sacrale del silenzio. Nella prossimità relazionale tra vivi e defunti attestata presso talune ritualità di area cattolico-mediterranea, il sogno, la visione e l’offerta del viaggiu mutu a peculiari figure folkloriche, ribadiscono -entro piani comunicativi/narrativi altri - una continua operazione di negoziazione con il sacro, riconfermando il valore sociale, rituale, performativo e narrativo dei testi votivi. Nel quadro di una vasta fenomenologia cledonomantica ampiamente osservata in Sicilia, a livello cerimoniale il segno-presagio e il segno-responso ritualmente preceduti dall’offerta del pellegrinaggio silenzioso si alternano alla reiterazione di peculiari preghiere tributate alle entità sacre. Pertanto, da un punto di vista etno-semiotico, il silenzio si pone al centro di complesse strategie discorsive mediante le quali le comunità devozionali ricreano/ripercorrono i propri repertori simbolici in relazione al rapporto invariante vita/morte, aldiquà/aldilà, umano/non umano.| File | Dimensione | Formato | |
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